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Messaggio
"Detto questo, Gesù fu
elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo
sottrasse al loro sguardo. E poiché essi [gli apostoli]
stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco
due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e
dissero: 'Uomini di Galilea, perché state a guardare il
cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino
al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui
l'avete visto andare in cielo' "
(dagli Atti degli Apostoli 1,10-11).
Quante volte anche noi abbiamo fissato il cielo? Quante
volte ci siamo chiesti smarriti, o dubbiosi, o inquieti,
o stupiti: dove va l'uomo? Quale strada sta percorrendo?
Quale il termine?
Figli nel Figlio incarnato, morto e risorto, anche noi
siamo trascinati nel mondo di Dio, anche noi entreremo in
cielo, nel mistero della grazia di Dio.
La nube sembra velare questa esaltante verità, ma ogni
giorno, alla luce della fede, proclamiamo: "Credo in
Gesù Cristo, che è salito al cielo, siede alla destra
del Padre".
"Nella casa del Padre mio - dice il Signore - vi
sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a
prepararvi un posto" (Giovanni 14,2). Con
l'ascensione si inaugura, certo, il tempo dell'assenza di
Gesù, ma insieme anche quello della sua invisibile
presenza: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo" (Matteo 28,20).
Ogni giorno siamo nutriti dalla sua presenza eucaristica,
ogni giorno siamo illuminati dallo Spirito Santo che ci
rende capaci di testimoniare Lui, Gesù Cristo, il
Vivente alla destra del Padre.
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