Consummatus
in brevi...Trascorse quei pochi giorni in un martirio di dolore e di amore; impedito, dal male e dall'obbedienza, di comunicarsi se non una volta la settimana, perseverò serenamente nella preghiera con « invocazioni e giaculatorie infuocate e frequentissime a Dio, alla Vergine, ai santi ».
Tre giorni prima della morte, chiese il santo viatico, che ricevette seduto sul letto; la sua agonia, penosissima, durò tre giorni, durante i quali ricevette l'estrema unzione. Il 21 febbraio. alle ore 10,30 del mattino, improvvisamente fissò gli occhi verso la parete di fronte, come uno che si sente chiamare per nome, ed esclamò: «Vengo, o Madre ! Vengo, o Madre» E subito spirò, all'età di 33 anni.
« Una marea di gente cominciò a sfilare davanti alla venerata salma esposta lo stesso giorno in chiesa, e innumerevoli furono le manifestazioni di dolore e di devozione da parte del popolo ». Senza annunci di sorta, la notizia si propagò in un lampo e per i funerali, il giorno 24, accorse gente da tutto il Lodigiano e anche da paesi piú remoti.
Secondo la prassi in uso presso i cappuccini, la salma, dopo le esequie, doveva essere trasportata direttamente al cimitero, ma popolo e clero se ne impadronirono e la portarono processionalmente per le vie e le chiese principali del paese, con un corteo di oltre un chilometro. Sepolto in terra, la sua tomba divenne subito mèta di pellegrinaggio e di venerazione. Il 21 maggio 1897 si procedette alla sua esumazione e al trasporto nella nuova cappella cimiteriale da poco donata ai frati; l'anno seguente, il giorno 4 maggio, sempre con grande concorso di fedeli, altra traslazione al Santuario della Madonna e tumulazione presso l'altare da cui padre Carlo tante volte aveva benedetto il popolo. La sistemazione definitiva delle reliquie nel nuovo sacello avenne il 5 settembre 1932.
Il
processo canonico informativo fu istruito nelle curie di Milano e di Lodi,
negli anni 1899-1903, quando ormai troppi anni erano
trascorsi dalla sua morte. Dopo l'approvazione dei pochi scritti del padre
Carlo, avvenuta in data 9 dicembre 1908,
niente
piú si è fatto per promuovere la sua
causa di beatificazione, « non fermata, ma piuttosto ferma..., perché
l'istruttoria ottenuta nei due processi (di Lodi e di Milano) è
troppo scarsa di prove ».