1. Sacerdote
nella diocesi di Cremona
Giuseppe Antonio Migliavacca
nacque a Trigolo, in provincia e in diocesi di Cremona, il 13 giugno 1849.
Quando poi divenne frate cappuccino abbandonò il nome di battesimo
ed assunse quello nuovo di p. Arsenio da Trigolo. Per nostra comodità
lo chiameremo fin dal primo giorno della sua esistenza con questo nome.
I genitori, Glicerio
e Annunciata Strumia, vivevano con i proventi dell’osteria che gestivano.
Cristiani convinti, comunicarono anche ai figli il dono della fede e la
coerenza della vita. P. Arsenio, da ragazzo, era allegro ed amava pregare
nel vicino santuario della Madonna delle Grazie, si dedicava al servizio
liturgico, raccoglieva i coetanei per leggere qualche pagina della Bibbia
o alcune biografie dei santi. Durante gli esercizi spirituali del 1886,
per spronarsi al fervore, ricordava: "Quanto migliori furono i tuoi
primi anni in cui cominciasti a servire a Dio ancor nel secolo; quanto
fervoroso, quanto eri allora desideroso di servir a Dio, e di essere tutto
suo […] quanto facevi di più per piacere a Dio, […], quanto più
ti davi all’orazione e vocale e mentale…" (Archivio Provinciale Cappuccini
Lombardi, P 391/18, p. 35).
A
13 anni entrò nel seminario diocesano di Cremona dove coltivò
la vita spirituale e lo studio. Negli ultimi anni di teologia fu discepolo
di mons. Geremia Bonomelli che lo ordinò sacerdote il 21 marzo 1874.
Gli scritti di p. Arsenio rivelano il modo in cui viveva la sua vocazione:
"Chi più del sacerdote deve cercare di ricopiare in sé
Gesù Cristo di cui è ministro? Al fedele si insegna di riguardare
nel sacerdote la stessa persona di Gesù Cristo, poiché in
suo nome battezza, in suo nome assolve dai peccati, in suo nome l’offre
ogni giorno all’eterno Padre nel Santo Sacrificio della Messa, tutte cose
verissime: ma come noi persuaderemo al popolo tali cose, come ne otterremo
la pratica che cioè il fedele rispetti, veneri il Sacerdote come
insignito di tale sublime dignità, se lo vede al tutto dissimile
dai costumi di Gesù Cristo?" (P 391/6, f. 6v.).
Anche
nella celebrazione della messa si immedesimava profondamente come ci fa
intuire un appunto del 1907: "Quante volte ogni giorno sacrifichiamo
Gesù Cristo sull’altare, e quante poche volte ci sacrifichiamo con
lui! quante poche volte sacrifichiamo con lui la nostra volontà
alla volontà di Dio! il nostro giudizio e parere al giudizio e parere
de’ nostri; le nostre passioni! quando ci uniamo con lui nelle sofferenze,
patimenti, mortificazioni etc.?! Quanto abbiamo da meditare e risolvere
nella S. Messa!" (P 391/26/33 p. 90).
Con questo spirito
prestò i suoi primi servizi pastorali a Paderno Ponchielli (dal
18 aprile al 15 dicembre 1874) e a Cassano d’Adda (dal 4 gennaio 1875).
Il suo vescovo, mons. Bonomelli, durante la visita pastorale, annotava
che p. Arsenio era un "ottimo giovane" pensando di nominarlo parroco, ma
egli chiese di entrare nella Compagnia di Gesù, dove venne accolto
il 25 novembre 1875.