Frati Minori Cappuccini Lombardia
SANTUARIO E SACRO MONTE
DI OSSUCCIO - CO

Santuario Affresco 14 cappella
Santuario foto
Santuario Madonna del Soccorso
Da un affresco XIV Cappella
Ossuccio - CO
Foto del Santuario
con veduta del Lago

Notizie dal Santuario
19 Aprile 1997
Indice del Documento
I : L'annunciazione
II : La visitazione
III : La nascita di Gesù
IV : La presentazione al Tempio
V : Fra i dottori del Tempio
VI : L'orazione nel Getsemani
VII : La flagellazione
VIII : La coronazione di spine
IX : La salita al calvario
X : La crocefissione
XI : La risurrezione
XII : L'ascensione
XIII : La Pentecoste
XIV : L'assunzione delle Vergine


Ossuccio: particolare della Vergine Ossuccio: particolare della Vergine Ossuccio: particolare della Vergine
Particolari delle Statue della Vergine


NOTIZIE STORICHE E ARTISTICHE

SACRO MONTE DI OSSUCCIO

La fraternità cappuccina dell'Abbazia dell'Acquafredda di Lenno cura religiosamente l'assistenza del Sacro Monte e del Santuario della Madonna del Soccorso di Ossuccio da diversi anni, incaricata dalla Diocesi di Como.

Il Sacro monte nella pietà popolare

Ossuccio: particolare di S. Giuseppe
Particolare di S. Giuseppe
Sacri Monti simili a quello di Ossuccio sono numerosi, non solo in Italia, ma anche in altri paesi d'Europa: la loro storia inizia con il completamento della cappella della "Novella Gerusalemme" a Varallo, voluta dal nobile milanese e predicatore francescano fr. Bernardino Caimi nel 1491. I pellegrinaggi in Terra Santa erano divenuti pericolosi, ecco allora l'idea di dare la possibilità di andare in pellegrinaggio in santuari che riproducevano la passione di Cristo, invece di andare nei luoghi difficili da raggiungere dove si era svolta la sua vita. Già erano diffuse nel medioevo le sacre rappresentazioni sulle piazze: ma il concilio di Trento ne deliberò il veto: l'artista Gaudenzio Ferrari, ebbe l'intuizione di sostituire la rappresentazione viva, a volte troppo forte, con delle cristallizzazioni artistiche dove il fedele potesse immergersi direttamente. Nacquero così questi "teatri montani" come vere bibbie dei poveri, grazie al loro messaggio immediato che comunicavano al fedele incolto.
Ossuccio: Particolare Soldato
Particolare di Soldato
Questa intuizione fu promossa e sostenuta da S. Carlo Borromeo, promotore di questo Sacro monte, e dei Sacri monti di Orta e di Crea. Contemporaneamente sorgevano, oltre a quello di Varallo già in fase di fabbricazione avanzata, quelli sopra di Varese, Arona, Graglia e di Oropa. Questo pullulare di fabbricerie fece nascere delle maestranze specializzate, artisti che si muovevano da un sacro monte all'altro, famiglie di pittori e di scultori e architetti. Questa contemporaneità e questi scambi fanno si che a volte ci siano delle analogie se non anche delle vere e proprie identità tra i diversi Sacri monti. Essi costituirono in queste terre quel baluardo di pietà risposta del popolo di queste valli alla riforma protestante, accanto alla risposta teologica e pastorale data dal Concilio di Trento.

La realizzazione del Sacro Monte di Ossuccio

Statua Madonna XIV sec.
Madonna venerata. XIV sec.
Ad Ossuccio, quando fu decisa la costruzione del Sacro monte nella prima metà del 1500, esisteva già il santuario della Madonna del Soccorso sorto anticamente su un tempietto pagano dedicato a Cerere (Plinio il Giovane, Ep. 39 L. IX).


La leggenda del Santuario racconta che una pastorella sordomuta trovò in una grotta la statua della Vergine in una grotta, in questo incontro ricuperò la parola, la pietà popolare portò più volte tale statua in paese, ma essa tornò sempre al suo posto: si decise di erigere un Santuario.

Tale statua del XIV sec. é ancor oggi conservata nel santuario.

Sul colle vi sono però anche testimonianze di residenza di eremiti, facilmente dei terziari francescani che furono i veri promotori della costruzione del Sacro monte.

Ossuccio: Cristo volto
Particolari delle statue di Cristo

La data della costruzione delle prime tre cappelle é attorno agli anni 1620, il viale che parte dalla piazzetta di Garzola , davanti alla quarta cappella, é costruito a imitazione del viale del Sacro monte di Varese, progettato e costruito tra il 1604-1680. Tale viale confina con campi coltivati ad ulivo e con cascine ancora abitate e crea un clima sommesso adatto alla preghiera. Le cappelle, esempi di sobria architettura baracca, contengono i gruppi scultorei che oltre ad annunciare il mistero della vita di Cristo, ci danno numerose informazioni circa i costumi e le usanze sociali di queste terre nel periodo della costruzione. In totale il Sacro monte di Ossuccio conta di 163 sculture di personaggi, cinquanta due angeli e 15 riproduzioni di animali, ben 230 statue.

BREVE DESCRIZIONE ARTISTICA DELLE CAPPELLE

LE CAPPELLE DEL SACRO MONTE DI OSSUCCIO

I Cappella
L'ANNUNCIAZIONE
Affresco di ignoto: particolare
Arcangelo Gabriele
Costruita attorno al 1620, su pianta ottagonale, non vi sono documenti per identificare gli scultori e i pittori, si presume che siano, per le analogie con le opere del Sacro monte di Varese e di Orta, Francesco Silva o Cristoforo Prestinari.







II Cappella
LA VISITAZIONE
S. Elisabetta
Zaccaria




La cappella sorta nel 1623, a spese del santuario, si presenta con pianta circolare, da essa si intravvede il paesaggio delle montagne circostanti e il lago con uno spicchio di Bellagio. Anche qui per le analogie con Varese, si pensa che l'autore del gruppo scultore sia Francesco Silva.





III Cappella
LA NASCITA DI GESÙ
Il Bambino Gesù
Un pastore




Questa cappella sorge su pianta rettangolare (m. 7 x m 5), costruita nel 1623 a spese del Santuario, la scena rappresentata é composta da nove statue, sei angeli e 5 animali. Le affinità con Varese fanno propendere per una attribuzione al Prestinari.



IV Cappella
LA PRESENTAZIONE DI GESÙ AL TEMPIO
La Vergine Maria
La quarta cappella é costruita nella piazzetta di Garzola, dove giungono le tre strade che provengono da Lenno, da Campo e da Sala, é quadrata, con due lesene in muro
Donna con colombi
e capitelli in granito, si chiude sul retro ad abside angolata, non si hanno documenti sulla data di costruzione, ne sul benefattore che l'ha offerta. Il gruppo di 7 statue, più il piccolo Gesù, é di fattura diversa leggermente più piccole, e di mano diversa. Facilmente é vera l'ipotesi che siano state scolpite da un artista del nord Europa, dalla loro fattura statica e rigida, si può desumere, che l'artista fosse abituato a intagliare il legno. Forse é stato invitato dagli eremiti di origine tedesca vissuti a cavallo del 1650 (fr. Lorenzo Selenato e fr. Timoteo Snider).
V Cappella
LA DISPUTA CON I DOTTORI DEL TEMPIO
Particolare di un dottore
Ascolto attento
L'edificio ha un porticato sorretto da colonne, con basi e capitelli, aperto da tre lati, la porta e le due finestrelle sono ad arco anche se incorniciate da granito con rifiniture rettangolari, e tre finestre in alto alle pareti che danno molta luce sulla navata e il piccolo coro (m 8 x m 10), é una delle cappelle più ricche. Costruita nel 1683 da Giovanni Mainoni di Volesio e ornata dalle statue da Agostino Silva nel 1688 (data indicata in più posti nella cappella), il gruppo conta ben 21 statue di persone e due cani.
Angelo del Getsemani
VI Cappella
L'ORAZIONE NELL'ORTO DEL GETSEMANI

La cappella ottagonale ha un portico che copre tutto il viale, e le sue colonne si incastonano nel muro del viale che si trasforma in un sedile di pietra. Le parti ornamentali sono in granito, come lo stemma che appare sulla facciata della famiglia Brentano-Moretto di Azzano che la fece costruire e affrescare nel 1680. Più tardi furono situate le cinque statue nell'aula (di m 7 x m 7) opera di Agostino Silva e del figlio maggiore Gianfrancesco.


Un Soldato part.
Un Soldato
VII Cappella
LA FLAGELLAZIONE

La costruzione é ottagonale, con un portico e si presenta al pellegrino che sale lungo il viale con la sua facciata, al centro della quale domina lo stemma della famiglia di Tommaso Gilardone di Volesio, che la fece costruire, come data possiamo pensare prima del 1687, anno della morte di Tommaso. All'interno vi sono sette statue di Agostino Silva.
VIII Cappella
GESÙ CORONATO DI SPINE
La Corona di spine
L'edificio é a forma ottagonale, con pronao che sorge sopra una scalinata, sorge a fianco del viale, mettendo in risalto la sua struttura architettonica. Sorta come la settima per volere della Famiglia Gilardone di Volesio, é datata nel 1666, di m 6 x m 6, ben illuminata dalle finestre in alto sulle pareti laterali. Lo sguardo del pellegrino può contemplare in un solo colpo questa cappella con la nona e sullo sfondo la decima. L'autore delle 7 statue é Agostino Silva come risulta dalla firma con data che si può leggere sulla parete sinistra.
Scorcio di Cappelle
IX Cappella
GESÙ SALE AL CALVARIO

La cappella é ottagonale, simile alle precedenti, con un portico arricchito da elementi in granito, ha una triplice finestra, costruita tra il 1663-67 a spese di Andrea Cetti di Lenno di cui mostra sulla facciata lo stemma.
Salita al Calvario part.



Quattro pareti sono convesse verso l'esterno, accorgimento architettonico che contribuisce a coinvolgere ulteriormente lo spettatore che entrato nella cappella si sente parte della folla (ben 19 personaggi, con due cavalli e un cane di Agostino Silva) con diversi atteggiamenti, chi soffre, chi infierisce su chi soffre, chi osserva, controlla o é indaffarato in altre attività.
X Cappella
X Cappella
LA CROCIFISSIONE

Questo edificio é il più pregiato per grandezza (m 7 x m 7) e per l'elevato numero di statue di Agostino Silva: 35 personaggi, 5 angeli, 4 cavalli ed un cane.




Stabat Mater dolorosa

Si eleva su una spianata alla fine di una salita, e si presenta di facciata; architettonicamente a pianta centrale formato da un corpo ottagonale, attorno al quale ruota un peribolo con tanti archi quanti i lati della cappella, sostenuti da pilastri binati. Sovrasta la costruzione un tiburio cilindrico con un finestrone sulla facciata, sulla quale appare lo stemma dell'offerente, Andrea Cetti, la sua costruzione iniziata come la precedente fu ultimata nel 1669.
Cristo risorto
Angelo nella Tomba vuota
XI Cappella
LA RESURREZIONE
Soldato Dormiente
La costruzione di forma ottagonale ha di fronte un portico sotto il quale passa il viale, al suo interno sembra una rotonda (m 6 x m 6) nella quale sono disposti al centro il sepolcro soperchiato con Cristo risorto, i cinque soldati a guardia del sepolcro e un Angelo.


Costruita a spese di Bernardo Brentano di Azzano nel 1664, ed é stata abbellita da Agostino Silva.
XII Cappella
G.P. Recchi: Affresco part.
XII Cappella
L'ASCENSIONE
É Andrea Cetti di Lenno l'offerente di questa cappella, come testimonia il suo stemma in facciata e all'interno sulla destra in un medaglione ormai consunto il suo ritratto. Costruita nel 1664 fu affrescata dal pittore G. Paolo Recchi, arricchita da statue (29) di Agostino Silva, e ornata da dorature di Franco Spino. La pianta ottagonale, sulla facciata un portico aperto su tre lati copre il viale, sostenuto da due eleganti e leggere colonne, con capitelli toscani e piedistalli ben lavorati che sono parallele a due sulla facciata.
Volto della Vergine
Angioletti
XIII Cappella
LA PENTECOSTE

É un edificio ottagonale, sulla facciata un arco sporgente in modo da formare una nicchia, con una finestra sotto la quale la piccola porta d'entrata nell'aula (m 8 x m 7) nella quale sono disposte le 32 statue nelle quali oltre alla mano di Agostino Silva si scorge la mano di qualche collaboratore, la scena é divisa tra il mondo terreno e il mondo ultraterreno. Per la sua datazione esiste un documento di pagamento al pittore G.P. Recchi del 1664.
Affrescco di ignoto
XIV Cappella
L'ASSUNZIONE DI MARIA

Costruzione ottagonale con lesene e capitelli, zoccoli e corici in granito, é priva di portico, e le due finestre e la porta hanno soglie, spalle, architravi e fregi pure in granito.
Sotto al tetto terminato in cupola girano diverse cornici in calce. L'interno (m 6 x m 6) é affollato da 22 statue:
Assunzione della B. Vergine



Maria, i 12 apostoli e 9 angeli, una delle statue é firmata e datata da Francesco Silva, fatta nel 1665. Questo é certamente uno dei collaboratori di Agostino Silva, perché il padre Francesco é morto negli anni '40, e il figlio Gianfrancesco é nato da pochi anni. Questa mano diversa oltre che apparire nella fattura delle statue, appare evidente anche dalla scenografia della cappella.
La XV Cappella, l'ultimo mistero del Rosario é sostituito certamente dal Santuario, dove come abbiamo detto all'inizio é conservata la statua del XIV secolo con la Vergine e il bambino seduta in Trono con la corona e lo scettro in mano.
(Le notizie e le immagini qui riportate sono state tratte liberamente da:
Piera GATTA PAPAVASILIOU, Il Sacro monte di Ossuccio. Guida alle cappelle, Giorgio Mondadori e Associati, Gorle BG 1996)


Ogni mese: pellegrinaggio dei Giovani

Ogni mese il Centro Diocesano Vocazioni di Como organizza un pellegrinaggio di giovani che salgono al santuario camminando in preghiera.
In cammino con Maria, madre delle vocazioni, per chiedere il dono di nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata , é il titolo che la diocesi ha voluto dare a questa iniziativa che avviene ogni mese il III sabato.
L'iniziativa prevede l'arrivo dei giovani in una località vicina e a piedi si sale al santuario della Madonna del soccorso.

Per maggiori informazioni riguardo al punto di partenza del prossimo terzo sabato del mese puoi contattarci, o presso il Centro diocesano delle vocazioni, o presso i frati al santuario.



SE VUOI CONTATTARCI
Santuario Madonna del Soccorso
22016 OSSUCCIO - CO

Tel 0344-55211


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